Fino al 2005 oltre diecimila presenze a Casa Santella

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Non è una storia lunga quella di Casa Santella ma è una storia che è diventata testimonianza di solidarietà e di amore verso il prossimo. La prima casa di accoglienza fu inaugurata il 13 gennaio 1999, destinata ad accogliere i familiari dei pazienti ricoverati presso l’Istituto di Ematologia del Ferrarotto. La seconda aprì il 2 marzo 2001 per accogliere i malati in terapia ambulatoriale. Da cosa nacque il progetto? E’ presto detto.

Dal disagio provato innanzitutto dai familiari che per accudire e stare vicini ai propri famigliari degenti in ospedale erano costretti ad alloggiare in albergo, giungendo da province distanti centinaia di chilometri, con costi non indifferenti soprattutto se la degenza stessa del congiunto si prolungava e, trattandosi di malattie ematologiche, non solo i medici sanno che si tratta quasi sempre di lungodegenze. Non solo. Teniamo in conto anche coloro che non potendosi permettere neanche una modesta camera in pensione passavano la notte in macchina in condizioni igieniche precarie perdendo anche giornate di lavoro. Ecco perché la casa di accoglienza era diventata una necessità per una struttura ospedaliera che non disponeva di alcuna soluzione alternativa.

Le due case di accoglienza, a pieno regime, hanno oggi una potenziale recettività di 5845 soggiorni ed altrettanti pernottamenti l’anno disponendo ciascuna di otto posti letto, distribuiti in quattro camere e dispongono inoltre di un ampio soggiorno, cucina e servizi igienici. Numerose in questi anni le testimonianze ricevute dalla fondazione da parte di coloro che hanno usufruito dei servizi di Casa Santella e che anno, anche attraverso i mezzi di informazione, raccontato la loro esperienza di vita all’interno delle case di accoglienza. Storie di umanità e di realtà che solo le parole di chi le ha vissute realmente possono trasmettere. Casa Santella aldilà dei numeri e delle fredde cifre continua a svolgere anno dopo anno il suo ruolo che costituisce da tempo ormai il fiore all’occhiello della Fon.Ca.Ne.Sa. senza nulla con questo voler togliere alle altre benemerite attività della Fondazione. Ed è un ruolo sempre ben svolto accogliendo pazienti provenienti non solo da altre istituzioni sanitarie alle quali se ne vanno aggiungendo di giorno in giorno altre ancora sempre per la pronta disponibilità della signora Massimino all’accoglienza di chi ne ha bisogno. Analizzando i dati riguardanti le province di provenienza dei pazienti si trae facilmente la conclusione che è ancora necessario intensificare i rapporti di collaborazione con gli enti locali e le autorità preposte di tutte le province siciliane per permettere, soprattutto, la divulgazione e l’informazione ai medici di base, era e propria “prima linea” della sanità territoriale che ha costantemente il polso della reale situazione dell’utenza.

Ma l’informazione ed il messaggio deve essere un passaggio obbligato anche verso tutte le istituzioni sanitarie per metterle al corrente innanzitutto dell’esistenza e della bella realtà che oggi rappresenta Casa Santella e immediatamente dopo per metterle in grado di indirizzare quanti ne avessero bisogno verso case di accoglienza. Così è necessario anche valorizzare in tal senso il ruolo delle associazioni di volontariato presenti sul territorio isolano, quello delle associazioni di categoria come gli ordini ed i collegi professionali. Una divulgazione massiva, insomma, sull’esistenza di questa importante opportunità offerta da Casa Santella per chi afferisce al centro ematologico catanese.

Le testimonianze di solidarietà a Casa Santella dalla sua nascita ad oggi non sono certamente mancate: inaugurate da monsignor Bommarito e successivamente benedette da monsignor Gristina entrambi negli anni arcivescovi metropoliti dell’arcidiocesi di Catania, hanno ricevuto la visita di tutti i rappresentanti dei maggio organi istituzionali non solo provinciali ma anche regionali e nazionali.

La realtà solidale di Casa Santella è toccata con mano dai sindaci di Catania Bianco e Scapagnini, dai presidenti della provincia Musumeci e Lombardo, dal numerosi assessori regionali e parlamentari nazionali ed europei che non elenchiamo giusto per timore di dimenticarne qualcuno.

Casa Santella è stata anche luogo di firma di importanti convenzioni e protocollo d’intesa con istituzioni che hanno voluto dare il loro contributo per sostenere negli anni quello che la Fon.Ca.Ne.Sa. ha realizzato e continua a mantenere con standard qualitativi di accoglienza veramente elevati.

QUI le foto che ripercorrono la storia di Casa Santella

*Questo articolo è estratto dal libro pubblicato nel 2006 in occasione del ventennale della Fondazione

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