Per capire le malattie del sangue

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Dott.ssa Patrizia GuglielmoDai centri specializzati francesi a quelli statunitensi i percorsi formativi dei giovani ricercatori finanziati dalla Fondazione.

Neo-specialisti Ematologi, formatisi alla Scuola di Specializzazione in ematologia dell’Università di Catania diretta dal prof. Rosario Giustolisi, hanno avuto e continuano ad avere la preziosa opportunità di prolungati periodi di “stage” presso le più qualificate istituzioni internazionali di ricerca in campo oncoematologico, riportando in patria, esperienze, conoscenze e prestigio.

Queste iniziative hanno contribuito non solo alla presenza sul nostro Territorio di Ematologi altamente qualificati ma anche alla diffusione di tecnologie e metodiche innovative per una sempre più accurata diagnosi delle neoplasie ematologiche.

Nel 1991 il Dott. Filippo Buscemi, neo-Specialista Ematologo, riceve dalla Fondazione Catanese il supporto per un stage di un anno presso il Dipartimento di Oncologia Ematologica dell’Università Little Rock (Arkansas, USA), ove ha modo di dedicarsi allo studio di una delle più gravi patologie ematologiche, il Mieloma Multiplo, e all’impiego delle nuove tecniche di trapianto di cellule staminali emopoietiche in questa neoplasia.

Nel 1993 il Dott. Ugo Consoli, neo-Specialista Ematologo, riceve dalla Fon.Ca.Ne.Sa. una borsa di studio triennale che gli permette di svolgere presso una delle più prestigiose Istituzioni Internazionali oncoematologiche, l’M.D. Anderson Cancer Center di Houston (Texas, USA), un basto programma di ricerca sui meccanismi cellulari di chemioresistenza ai farmaci antiblastici. Il progetto di ricerca del Dott. Consoli ha contribuito alla conoscenza di alcune strutture molecolari espresse dalle cellule neoplastiche e responsabili della mancata risposta alla terapia ed è stato presentato in due lavori scientifici pubblicati su Riviste Internazionali di primario rilievo.

Nel 1994 è il Dott. Giuseppe Palumbo, Specializzando dell’Istituto di Ematologia, a ricevere dalla Fon.Ca.Ne.Sa. una borsa di studio per un periodo di soggiorno presso il Dipartimento di Ematologia dell’ “Hadassah università Hospital” di Gerusalemme, ove può occuparsi di una nuova classe di molecole ad attività antitumorale (tirfostine) e dedicarsi a ricerche di biologia molecolare su alcuni geni coinvolti nei meccanismi di progressione della Leucemia Mieloide Cronica. In particolare, il Dott. Palumbo ha l’opportunità di studiare i processi molecolari di metilazione del Dna coinvolti nella genesi di numerose neoplasie ematologiche e che divengono successivamente oggetto di pubblicazione su prestigiose Riviste Internazionali.

Nel 1998 è la neo-Specialista ematologa Dott.ssa Marina Romeo a recarsi con borsa di studio Fon.Ca.Ne.Sa. presso il Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Ospedale “Saint-Louis” di Parigi, ove si occupa di alcuni aspetti molecolari della cosiddetta “malattia minima residua” nelle neoplasie ematologiche e acquisisce preziose competenze di biologia molecolare, che successivamente trasferirà nei Laboratori dell’Istituto di Ematologia. Sempre grazie al supporto della Fon.Ca.Ne.Sa., un’altra giovane specialista in Ematologia, la Dott.ssa Daniela Buglio, frequenta per gli anni 2004-2005 il “Blood and Marrow Transplantation Department” dell’MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas, USA) per occuparsi di due interessanti progetti di ricerca sulla Leucemia Acuta Linfoblastica. I progetti riguardano le possibili interazioni tra alcuni aspetti del metabolismo cellulare e lo sviluppo del fenomeno della resistenza degli antiblastici, che rappresenta a tutt’oggi una delle principali cause di fallimento della terapia antitumorale. Nel 2005 un altro medico Dott.Benedetto Farsaci vince un premio per la ricerca effettuata sulle cellule staminali del cordone ombelicale.

Del tutto recentemente, è tornata al “Myeloma Institute for Research and Therapy” dell’Università di Little Rock un’altra giovane Specializzanda della Scuola Catanese, Angela Pennisi, che, grazie ad una borsa di studio Fon.Ca.Ne.Sa. della durata di un anno, si sta dedicando allo studio dei complessi rapporti tra Mieloma Multiplo e lesioni ossee scheletriche e alla valutazione del meccanismo d’azione di alcuni farmaci innovativi, proposti da recente per il controllo della stessa malattia ossea mieloma tosa.

L’esperienza di questi giovani di ricercatori, tutti ritornati ad operare nel loro territorio d’origine, ha rappresentato e continua a rappresentare un vero patrimonio per lo sviluppo culturale dell’Etmatologia catanese, che in quest’ultimo decennio ha assistito ad una ulteriore e significativa contrazione del fenomeno dell’emigrazione sanitaria.

Accanto a queste iniziative, indirizzate al perfezionamento della formazione di giovani Specialisti in Ematologia presso le più qualificate Istituzioni internazionali, la Fondazione ha ritenuto dovere anche istituire diversi riconoscimenti diretti a giovanissimi neo-laureati in Medicina e Chirurgia che vogliano dedicarsi allo studio delle emopatie neoplastiche. Nasce così il Premio “Santella Massimino”, assegnato ogni anno da un’apposita Commissione ad un neo-laureato in Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania, in regola con il corso di studi, che abbia discusso una tesi di laurea di particolare rilievo su aspetti patogenetici, clinici o terapeutici delle neoplasie ematologiche.

La Fondazione è accanto all’Istituto di Ematologia dell’Università di Catania anche in occasione di una delle sue più prestigiose iniziative scientifiche: il 36° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia, che si svolge a Catania-Taormina Naxos in data 2-5 ottobre 1997 sotto la Presidenza del Prof. Rosario Giustolisi. In quel contesto, la Fon.Ca.Ne.Sa. istituisce tre borse di studio per altrettanti giovani ricercatori Ematologi provenienti da diverse istituzioni italiane, che si siano distinti come autori di contributi scientifici di particolare rilievo presentati in sede congressuale.

Patrizia Guglielmo
Responsabile U.O. Oncoematologia Azienda Osp. “Garibaldi, S. Luigi- S. Currò, Ascoli Tomaselli” di Catania

*Questo articolo è estratto dal libro pubblicato nel 2006 in occasione del ventennale della Fondazione

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