Leucemie: grandi passi avanti grazie alla biologia molecolare

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L’esperienza della dott.ssa Daniela Buglio all’Md Anderson Cancer Center di Houston University of Texas, cominciata nell’aprile del 2004 ed estesa fino a quasi tutto il 2005.

Tra il 2004 e il 2005 ho lavorato per circa un anno e mezzo come post-doctoral fellow per il Blood and Marrow transplantation department, section of Molecular Biology and Therapy laboratories diretto dal Fr Michael Andreeff.

Durante la mia permanenza all’Md Anderson mi sono occupata di due differenti progetti di ricerca riguardanti la Leucemia Linfoblasitca Acuta.

Il primo di essi ha studiato il ruolo esercitato dall’aumento della glicemia, durante la fase di induzione della chemioterapia, con particolare attenzione nei riguardi dei meccanismi di resistenza alla terapia (iperglicemia, ipossia), prognosi e sopravvivenza, dei pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta trattati con un protocollo chemioterapico chiamato HyperCVAD.

Ho studiato i meccanismi coinvolti nella trasmissione del segnale a livello genetico (AKT, MTOR, pERK, etc). Tentando di riprodurre in vitro il microambiente midollare leucemico, attraverso l’uso di colture cellulari di cellule di pazienti affetti da ALL e di linee cellulari leucemiche, ho misurato la risposta alla terapia (Doxorubicina e ARA-C) in presenza di alti o bassi o livelli di glucosio, normale (23%)  bassa (5%) concentrazione di ossigeno e di farmaci inibitori a livello genetico-molecolare (Ly294002 or RAD001).

Il secondo progetto ha riguardato l’influenza esercitata dal pH intracellulare nei confronti della chemio resistenza nelle leucemie acute sia mieloidi che linfoidi.

Focalizzando la nostra attenzione ai meccanismi di regolazione del pH intracellulare (pompe ioniche) e nell’aumentata produzione di acido lattico anche in presenza di adeguate concentrazioni di ossigeno da parte delle cellule tumorali (Warbug effect). Entrambi i progetti sono stati molto interessanti, perché, mi hanno permesso di capire alcuni meccanismi responsabili della mancata risposta alla chemioterapia e studiare nuovi approcci terapeutici mirati a livello molecolare, volti a migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti affetti da leucemia acuta.

Oltre al lavoro in laboratorio, il periodo trascorso all’MD Anderson è stato pieno di impegni scientifici, come meetings, letture, presentazioni a congressi, che hanno arricchito ancor di più la mia esperienza.
Avere avuto la possibilità di lavorare a Houston, grazie alla Fon.ca.ne.sa. e alla sig.ra Massimino, è stata una grandissima opportunità per la mia crescita professionale, infatti mi ha concesso di imparare un metodo di studio e di ricerca translazionale, che oggi mi aiuta nella pratica clinica e di laboratorio.

Daniela Buglio
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