Il mieloma multiplo: una malattia dalle gravi complicanze ossee

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Grazie ad una borsa di studio della Fon.Ca.Ne.Sa gli studi negli USA della dott.ssa Angela Pennisi specializzanda della Scuola di Ematologia

Mi trovo presso il Myeloma Institute for Research and Therapy, University Arkansas. Sono qui grazie ad una borsa di studio della Fon.Ca.Ne.Sa. Nelle intenzioni iniziali la borsa doveva durare solo sei mesi ma poi, dietro mia richiesta, è stata prolungata ad un anno. Così è da quasi un anno che ho la possibilità di vivere questa esperienza lavorativa in un centro prestigioso, in mezzo a colleghi che sono internazionalmente riconosciuti “mostri sacri” in uno specifico settore dell’Oncoematologia e immersa in un ambiente lavorativo che non solo mi ha educata al rigore scientifico della ricerca ma mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo e mi è di stimolo ad approfondire nuove idee e cercare nuovi orizzonti nella ricerca scientifica. Come dice il nome stesso dell’Istituzione che mi ospita, qui il pane quotidiano si chiama Mieloma. Mi trovo nel Centro che raccoglie il maggior numero al mondo di pazienti con Mieloma e quindi la ricerca qui è tutta incentrata su questa patologia.

Il Mieloma Multiplo (MM) è una malattia neoplastica derivante dai linfociti B al loro ultimo stadio differenziato (plasmacellule). Le complicanze ossee, che includono dolore, lesioni osteolitiche, fratture patologiche e ipercalcemia, sono la principale causa di morbidità e occorrono nell’ 80% dei pazienti con MM all’esordio.

Le lesioni osteologiche sono caratterizzate da un alterato rimodellamento osseo derivante dalla perturbazione dell’equilibrio tra le opposte attività di due tipi cellulari: gli osteoclasti (addetti al riassorbimento osseo) e gli osteoblasti (responsabili della sintesi della matrice ossea). In particolare, nei pazienti con MM si assiste ad un incremento dell’osteoclastogenesi e ad una riduzione della attività osteosintetica conducenti in ultimo allo sviluppo delle lesioni ossee. Recentemente è stato dimostrato l’effetto inibitorio degli osteoblasti sulla sopravvivenza delle cellule mieloma tose e come la risposta clinica dei pazienti trattati con Velcade, farmaco attualmente utilizzato nella terapia del MM, sia associata ad un aumento dei valori sierici di un marker specifico di attività osteoblastica (la fosfatasi alcalina).

Gli scopi dello studio sono:

  1. Investigare quali siano e come agiscano i fattori tramite cui gli osteoblasti svolgono la loro attività anti-MM; in particolare il ruolo della decorina, proteoglicano facente parte dei componenti della matrice extracellulare. E’ noto infatti che gli osteoblasti producono e secernono alti livelli di proteoglicani, essenziali per un corretto rimodellamento osseo, e che la decorina inibisce la crescita di alcuni tumori solidi.
  2. Accertare, tramite l’utilizzo di un modello murino, se esista una correlazione tra l’effetto dei farmaci che incrementano la formazione ossea (il Velcade, precedentemente citato, e il Paratormone, ormone approvato nel 2002 negli Stati Uniti per il trattamento dell’’osteoporosi e il loro effetto inibitori8o sulla crescita tumorale, sia ai fini terapeutici sia di prevenzione della progressione della malattia.   

Quest’anno sono al IV e ultimo anno della Scuola di Specializzazione e dovrò anche sostenere gli esami finali. Questo sarà anche un buon motivo per tornare nella mia città ma soprattutto voglio tornare per metetrmi al lavoro nel laboratorio dell’Ematologia di Catania con il carico di esperienza e di entusiasmo che questa esperienza americana mi ha trasmesso. La Fon.Ca.Ne.Sa ha avuto e ha ancora un ruolo cruciale nella mia esperienza lavorativa e nella mia crescita professionale. Spero che anche nel futuro continui a supportarmi e a contribuire alle future ricerche che mi piacerebbe condurre presso l’Ematologia di Catania.

Angela Pennisi


*Questo articolo è estratto dal libro pubblicato nel 2006 in occasione del ventennale della Fondazione

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